Lezione del 27 Novembre 2007
Dopo la visione di “Crash” e di “Les Chorists”, oggi riprendiamo il filo della discussione parlando di osservazione.
Un assunto di base di queste lezioni è che non conosciamo la realtà direttamente ma attraverso i nostri schemi mentali.
Da questo punto di vista siamo tutti degli interpretativisti, per dirla con Trinchero.
Con la Sclavi, abbiamo denominato gli schemi mentali che orientano la nostra conoscenza del mondo “premesse implicite”.
Abbiamo visto come esistono situazioni in cui ragionare dando per scontate le nostre premesse implicite non è funzionale (ricordate il gioco dei 9 punti?)
Inoltre, abbiamo fatto esperienza di come le premesse implicite siano una componente fondamentale nella costruzione dei pregiudizi (ricordate il gioco “la terra sta morendo”?) .
Sempre in quest’ottica, abbiamo sviluppato un lavoro di gruppo per ragionare sulle varie sfaccettature della figura professionale dell’educatore.
Attraverso la visione di una serie di sequenze di “Crash”, abbiamo approfondito varie dimensioni dei pregiudizi (il contesto, il potere, la professionalità…).
Con la visione di “Les Chorists” abbiamo visto una possibile modalità di intervento educativo basata sull’ascolto attivo e sull’analisi del contesto.
Sulla scorta di questi ragionamenti, l’argomento della lezione di oggi sarà l’osservazione in quanto modalità di indagine del contesto in cui opera l’educatore.


